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Strategia14 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Quante PMI italiane usano l'intelligenza artificiale nel 2026? I dati ISTAT

Il 15,7% delle PMI italiane usa già l'AI secondo l'ultimo rapporto ISTAT, ma il divario con le grandi imprese si allarga. Cosa significa e da dove iniziare.

Se ti stai chiedendo quante altre piccole e medie imprese italiane stiano già usando l'intelligenza artificiale, la risposta ufficiale esiste: l'ha pubblicata l'ISTAT a dicembre 2025, nel report "Imprese e ICT". I numeri raccontano una crescita reale, ma anche un divario che si allarga tra chi è già partito e chi no.

La risposta breve

Secondo l'ISTAT, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale: un dato più che raddoppiato rispetto all'8,2% del 2024 e più che triplicato rispetto al 5,0% del 2023. Guardando solo le PMI, la quota è più bassa — 15,7% nel 2025, contro il 7,7% del 2024 — mentre tra le grandi imprese (250+ addetti) sale al 53,1%. Il divario tra grandi aziende e PMI, secondo lo stesso report, è passato da circa 20 punti percentuali nel 2023 a 37 punti nel 2025: le grandi imprese non solo sono più avanti, stanno allungando il passo. Per una PMI la domanda pratica non è più "l'AI serve davvero?", ma "quando conviene partire, prima che il divario diventi troppo ampio da recuperare".

Il dato ISTAT nel dettaglio

Il report "Imprese e ICT – Anno 2025" dell'ISTAT misura ogni anno quante imprese italiane con almeno 10 addetti usano tecnologie digitali, incluse quelle di intelligenza artificiale. L'andamento degli ultimi tre anni è netto:

AnnoImprese che usano almeno una tecnologia AI
20235,0%
20248,2%
202516,4%

La crescita non è lineare, è esponenziale: il dato è raddoppiato in un solo anno. Significa che l'AI è passata, in poco tempo, da sperimentazione di nicchia a strumento che un'impresa su sei usa già concretamente.

Per capire meglio cosa intendono le aziende per "usare l'AI", lo stesso report indica che oltre la metà delle imprese che hanno adottato tecnologie di intelligenza artificiale sperimenta soluzioni di generazione automatica di testi, linguaggio parlato o contenuti multimediali — in altre parole, la stessa famiglia di tecnologie dietro un agente che risponde al telefono, su WhatsApp o in chat. Non è un dettaglio marginale: la parte di AI che le imprese italiane stanno effettivamente adottando è soprattutto quella conversazionale, non modelli predittivi complessi da data scientist.

Il divario tra PMI e grandi imprese si allarga, non si chiude

Il punto che una PMI non può ignorare è questo: il divario dimensionale sta crescendo, non diminuendo.

202320242025
Grandi imprese (250+ addetti)—32,5%53,1%
PMI—7,7%15,7%
Divario (punti percentuali)~20~25~37

Le grandi aziende hanno risorse — budget, reparti IT dedicati, consulenti — che permettono di adottare l'AI più in fretta. Una PMI parte quasi sempre senza questo vantaggio, ma ha anche un problema diverso e più semplice da risolvere di quanto sembri: spesso non ha bisogno di "un progetto di intelligenza artificiale", ha bisogno di coprire compiti molto concreti — rispondere al telefono quando è impegnata, non perdere un messaggio WhatsApp arrivato di notte, dare la stessa informazione cento volte al giorno senza stancarsi. Qui la differenza di risorse con una grande azienda conta molto meno.

Per il confronto internazionale, secondo Eurostat nel 2025 usa almeno una tecnologia AI il 19,95% delle imprese europee con almeno 10 addetti: l'Italia, con il suo 16,4%, resta sotto la media UE, ma la distanza si è ridotta rispetto agli anni precedenti grazie alla crescita più rapida del 2025.

Perché tante PMI non sono ancora partite

Lo stesso report ISTAT offre un indizio su cosa frena l'adozione: tra le imprese che hanno valutato un investimento in AI ma poi non l'hanno realizzato, quasi il 60% indica la mancanza di competenze adeguate come ostacolo principale.

Tradotto nella pratica quotidiana di una PMI, questo spesso significa:

  • "Non abbiamo nessuno che sa configurare queste cose" — percezione comprensibile se si pensa all'AI come a un progetto tecnico, molto meno se si pensa a un servizio già pronto che si attiva in pochi minuti sul numero di telefono o sul WhatsApp che usi già.
  • "Non sappiamo da dove cominciare" — il problema non è la mancanza di opzioni, è averne troppe e nessun criterio per scegliere. Ne parliamo nel dettaglio in quale canale AI attivare per primo.
  • "Pensavamo costasse una cifra fuori portata" — un'idea spesso legata a progetti di AI su misura, molto diversa dal costo di attivare un singolo canale già pronto. I piani aggiornati sono sempre su mivai.ai/#prezzi.

Nessuno di questi tre ostacoli è, nella realtà, un problema tecnico insormontabile. È più spesso un problema di informazione: non sapere che esistono strumenti verticali, pensati per un settore specifico, che non richiedono competenze interne per essere attivati.

Cosa significa, in pratica, "adottare l'AI" per una PMI

Il dato ISTAT sulla generazione automatica di testo e linguaggio parlato aiuta a sgonfiare un equivoco comune: adottare l'intelligenza artificiale non significa necessariamente cambiare gestionale, assumere un data scientist o costruire un modello da zero. Per la maggioranza delle imprese italiane che hanno già fatto il primo passo, significa molto più spesso usare un agente che comunica con i clienti in linguaggio naturale, su un canale che già usano:

  • Telefono, per non perdere chiamate quando sei impegnato o fuori orario
  • WhatsApp, dove molti clienti scrivono già prima di chiamare
  • Web chat, per chi guarda il sito e vuole una risposta immediata
  • Email, per smaltire richieste ripetitive senza doverle leggere tutte una per una

È lo stesso ragionamento che vale per capire la differenza tra uno strumento generico e uno pensato per un'attività specifica: ne parliamo in chatbot o agente AI, la differenza spiegata.

Da dove iniziare, senza stravolgere nulla

Il dato più utile di questo report, per chi gestisce una PMI, non è la percentuale in sé: è la conferma che l'adozione dell'AI tra le piccole imprese sta accelerando, e che aspettare non riduce il divario, lo allarga. Partire non richiede però un progetto complesso:

  1. Individua dove perdi più occasioni oggi — telefono che squilla a vuoto, messaggi WhatsApp lasciati senza risposta, email che si accumulano.
  2. Attiva un solo canale alla volta — non serve un pacchetto completo per cominciare: puoi partire da quello dove senti più il problema.
  3. Lascia che l'agente lavori sui dati della tua attività — orari, servizi, disponibilità — così risponde davvero alle domande dei tuoi clienti, non a domande generiche.
  4. Aggiungi un canale in più quando il primo funziona — con mivAI Intelligence i canali si parlano tra loro: se un cliente scrive e poi chiama, l'agente lo riconosce.

Domande frequenti

Il dato ISTAT del 16,4% riguarda tutte le imprese o solo quelle sopra una certa dimensione?
Riguarda le imprese con almeno 10 addetti. Sotto questa soglia l'ISTAT non raccoglie lo stesso dato nel report ICT, quindi per le microimprese italiane non esiste una cifra ufficiale comparabile.

Perché le PMI sono così indietro rispetto alle grandi imprese?
Il report ISTAT non entra nelle cause specifiche, ma indica la mancanza di competenze come ostacolo principale per chi ha valutato ma non realizzato un investimento in AI. Mancano spesso le risorse interne per gestire un progetto tecnico complesso — un problema che non si pone con strumenti già pronti all'uso.

L'Italia è indietro anche rispetto al resto d'Europa?
Sì, ma il distacco si sta riducendo: nel 2025 la media UE (Eurostat) è del 19,95% contro il 16,4% italiano, una distanza più piccola rispetto agli anni precedenti.

Devo necessariamente partire da un progetto AI complesso per non restare indietro?
No. Il report ISTAT stesso indica che la maggior parte delle imprese che hanno adottato l'AI lo hanno fatto con soluzioni di generazione di testo e linguaggio parlato — la stessa categoria di tecnologia dietro un agente che risponde su telefono, WhatsApp, chat o email.

Dove trovo il report ISTAT originale?
Il comunicato stampa completo, "Imprese e ICT – Anno 2025", è pubblicato sul sito ufficiale dell'ISTAT.


Se il problema che senti di più è non riuscire a rispondere a tutti i contatti che arrivano, leggi anche chiamate perse, clienti persi e quanto costa davvero un agente AI al telefono.

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Trasparenza AI: questo articolo è stato generato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e pubblicato dalla redazione mivAI, in conformità agli obblighi di trasparenza dell’AI Act (Reg. UE 2024/1689).

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